Videocitofono in condominio: installazione, sostituzione e ripartizione delle spese

videocitofono in condominio

Uno degli interventi più discussi durante le assemblee condominiali è quello relativo all’installazione o alla sostituzione di un videocitofono. Ma come si ripartiscono le spese?

La proposta dell’installazione di un videocitofono in condominio è molto diffusa per ovvie ragioni di sicurezza. Un impianto di questo tipo, infatti, permette maggiore controllo a tutti i condòmini e, di conseguenza, una sicurezza maggiore rispetto al semplice citofono.

A tal riguardo è utile chiarire che si parla di installazione del videocitofono laddove non esiste un impianto del genere. Questo tipo di intervento rientra nella categoria di quelle che vengono definite innovazioni. Difatti, il carattere che contraddistingue le innovazioni è indubbiamente il fatto che le modifiche effettuate siano volte a generare un miglioramento, un uso più comodo o un maggior rendimento delle cose comuni. In questo caso, l’assemblea deve approvare l’installazione con il voto favorevole dei presenti a patto che rappresentino almeno i due terzi dei millesimi di proprietà.

La sostituzione di un videocitofono condominiale, al contrario, è un intervento che rientra nella categoria della manutenzione ordinaria, o a volte straordinaria, poiché in questo caso, ad esempio, l’impianto già esistente risulta essere danneggiato. Per la sostituzione o la trasformazione di un citofono tradizionale in videocitofono, è sufficiente raggiungere in assemblea gli ordinari quorum costitutivi o deliberativi.

Ma nel caso di un videocitofono guasto, l’amministratore di condominio può intervenire senza aver interpellato i condòmini?  In linea teorica, l’amministratore ha il dovere di ripristinare un impianto condominiale già esistente, anche senza la delibera assembleare, ma è necessario che il guasto rilevato sia tale da creare un notevole disagio al condominio. In questo caso trattasi di lavori urgenti e l’amministratore può intervenire direttamente, ma dovrà riferire nella prima assemblea utile, poiché, le spese di lavori urgenti dovranno comunque essere ripartite tra tutti i condòmini.

A proposito della ripartizione delle spese di sostituzione del videocitofono è necessario chiarire che per questo tipo di intervento bisogna distinguere tra le parti di proprietà comune coinvolte (il quadro esterno e la diramazione dei cavi da installare in direzione di ogni appartamento interessato) e le parti di proprietà esclusiva, ovvero quelle che riguardano i singoli condòmini. Quindi, le spese riguardanti le parti di proprietà comune dovranno essere suddivise tra i condòmini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convezione. Per quanto concerne le parti di proprietà esclusiva, queste ultime riguardano esclusivamente il singolo proprietario coinvolto.