Rumori molesti in condominio

rumori molesti condominio

Musica ad alto volume, elettrodomestici, lavori in casa, grida e schiamazzi, sono solo alcuni dei motivi che possono compromettere il quieto vivere quotidiano all’interno dei condomìni. Ma come ci si può difendere e tutelare dai rumori molesti?

Tra le principali cause dei litigi condominiali una è quella inerente all’inquinamento acustico, ovvero tutti quei rumori più o meno molesti che causano stress e disturbano la quiete di uno o più condòmini.

L’intensità di un suono viene misurata attraverso i decibel (dB), ed il fonometro è il mezzo per misurare l’isolamento acustico. Il DPCM 5 dicembre 1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” definisce le prestazioni che gli edifici devono possedere in merito all’isolamento dai rumori.

Naturalmente sarebbe impossibile evitare qualsiasi tipo di rumore, ma si tratta di restare entro la soglia di tollerabilità. Durante il giorno, inteso dalle ore 6.00 alle ore 22.00, il rumore deve restare entro i 5 decibel, rispetto ai rumori di fondo che provengono dall’esterno dell’abitazione, mentre la sera, ovvero dalle 22.01 alle 5.59, il rumore non deve superare i 3 decibel sempre rispetto ai rumori di fondo. (Legge n. 447/1995 e DPCM del 14.11.1997).

In ogni caso l’assemblea potrebbe approvare all’unanimità un regolamento di condominio che imponga limiti più stringenti di quelli appena descritti.

L’art. 844 del codice civile rubricato “Immissioni” distingue le immissioni tollerabili, quindi lecite, e le immissioni intollerabili, le quali possono essere lecite o illecite a seconda della casistica e dei fattori esaminati. Spetta, quindi, al giudice stabilire, attraverso la consulenza tecnica, la tollerabilità delle immissioni, tenendo conto dei modi in cui queste avvengono.

I parametri utilizzati dal giudice per stabilire quando un’immissione acustica diventa illecita sono: l’intensità del rumore (non è sempre necessaria una perizia fonometrica, ma a volte basta anche la testimonianza dei vicini per stabilire se le molestie acustiche siano state avvertite), la persistenza del rumore e l’orario in cui viene prodotto, ed infine la collocazione fisica dell’edificio.

In base a quanto detto, si può affermare che il rumore al di sotto della normale tollerabilità è sempre legale, mentre il rumore sopra la normale tollerabilità costituisce reato solo quando arreca disturbo ad un gruppo di persone, trattandosi quindi di disturbo della quiete pubblica.

Nello specifico, il disturbo della quiete pubblica in condominio, sussiste quando i rumori causati da un condomino sono fattore di disturbo non solo per gli abitanti dell’appartamento sovrastante o sottostante, ma per una parte consistente dei condòmini che vivono nel medesimo edificio.

Perciò se le lamentele rispetto ad una fonte di rumore arrivano solo da poche famiglie, il giudice civile può agire solo in due modi: il primo è quello di emettere una inibitoria, ovvero l’ordine di cessare la produzione del rumore, il secondo è quello di condannare il responsabile ad un risarcimento del danno.