Nomina di un nuovo amministratore di condominio: come funziona?

Scegliere di revocare un amministratore per nominarne uno nuovo è sempre una scelta importante per il condominio. Approfondiamo quali sono le norme relative alla revoca, conferma e nomina dell’amministratore.

Nell’ambito condominiale, la figura dell’amministratore di condominio è centrale, pertanto, per svariati motivi, spesso i condòmini possono decidere di revocare il vecchio amministratore di condominio per nominarne uno nuovo. Ma come funziona questo meccanismo?

La riforma del condominio del 2012, ha sicuramente reso più agevole la procedura di sostituzione dell’amministratore, ma vi sono dei fattori importanti da tenere in considerazione.

Per quanto concerne la revoca di un amministratore, l’art. 1129 c.c. stabilisce che:

la revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall’assemblea con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio. Può altresì essere revocato dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall’ultimo comma dell’art. 1131, se non rende il conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità.

La revoca di un amministratore può avvenire nelle seguenti ipotesi:

  • scadenza dell’incarico (ricordiamo che il mandato di un amministratore di condominio dura un anno e che l’incarico si intende rinnovato automaticamente, salvo la possibilità di revoca da parte dell’assemblea);
  • revoca assembleare durante l’incarico;
  • revoca da parte dell’autorità giudiziaria.

Una volta revocato, l’amministratore di condominio non potrà più essere nominato nuovamente dall’assemblea, in virtù dell’art. 1129 del codice civile. Inoltre, come stabilito dall’art. 1136 c.c., la revoca deve essere deliberata dall’assemblea a maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio.

A quel punto si potrà procedere con la nomina di un nuovo amministratore di condominio. A tal proposito, è bene ricordare che se si procede alla revoca del vecchio amministratore, senza averne nominato uno nuovo, l’amministratore uscente conserverà i suoi poteri e doveri sino alla nomina del sostituto.

La nomina di un nuovo amministratore di condominio deve essere deliberata dall’assemblea con il voto favorevole della metà del valore dell’edificio e della maggioranza degli intervenuti, lo stesso quorum che va raggiunto per revocare il vecchio amministratore.

Difatti, a tal proposito, l’art. 1136 c.c., stabilisce che sia per quanto concerne la revoca che la nomina, è necessario raggiungere la maggioranza di 500 millesimi e la maggioranza degli intervenuti, sia in prima che in seconda convocazione.

Le medesime maggioranze valgono anche in caso di conferma dell’amministratore, quindi al rinnovo del proprio incarico.

La nomina di un nuovo amministratore sarà confermata solo dopo l’accettazione, da parte di questo, del proprio incarico, che può avvenire in sede assembleare oppure in un momento successivo. All’atto dell’accettazione dell’incarico, l’amministratore dovrà comunicare i propri dati anagrafici e professionali, il luogo in cui saranno custoditi i registri di condominio, compresi giorni e orari in cui potranno essere consultati e dovrà affiggere nel luogo di accesso al condominio le sue generalità e i suoi recapiti.

Inoltre, dovrà contestualmente contattare l’amministratore uscente per procedere con il passaggio di consegna di tutti i documenti riguardanti il condominio e quelli riguardanti la gestione precedente.

Naturalmente, una volta nominato, il nuovo amministratore rappresenterà tutti i condòmini, compresi gli eventuali assenti o i dissenzienti.