L’Amministratore di Condominio può ricoprire il ruolo di Tecnico per gli interventi di ristrutturazione?

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Nei casi di ristrutturazione dei locali condominiali, vi è incompatibilità tra l’incarico di Amministratore e quello di Tecnico abilitato?

Un argomento sul quale è importante fare chiarezza è quello inerente agli incarichi che l’amministratore di condominio potrebbe svolgere nel caso in cui il condominio necessitasse di lavori di ristrutturazione.

Chiaramente bisogna distinguere gli interventi di manutenzione ordinaria, ovvero le operazioni di manutenzione già previste o comunque prevedibili, e gli interventi di manutenzione straordinaria, ovvero le operazioni di manutenzione non previste e non prevedibili. Da ciò, chiaramente, si desume che ci sono più tipologie di interventi che possono riguardare i locali condominiali.

Per autorizzare l’avvio dei lavori, nei casi di manutenzione sulle parti strutturali del condominio, come anche nei casi di restauro e ristrutturazione, potrebbe essere necessaria la presenza di un tecnico abilitato. Difatti, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, prevede una comunicazione firmata dal committente, ossia l’amministratore di condominio, e dal progettista, fornita da un tecnico abilitato con gli elaborati grafici di progetto, la documentazione dello stato dei luoghi, i dati della ditta che dovrà eseguire gli interventi ed il relativo DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).

Anche per quanto riguarda gli interventi di restauro e gli interventi conservativi che non riguardano le parti strutturali dell’edificio, vi è comunque la necessità di presentare la CILA, ovvero la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, accompagnata da un progetto firmato dal tecnico. Possiamo, quindi, sostenere che la presenza del tecnico è essenziale ogni qual volta la legge preveda una pratica edilizia come CILA, SCIA etc.

Come appena descritto il tecnico svolge una funzione centrale tra il committente e l’amministrazione, assumendosi, chiaramente, una serie di responsabilità importanti, inoltre, il tecnico può anche svolgere l’incarico di direttore dei lavori con poteri d’ingerenza pari a quelli del committente e finalizzati alla corretta realizzazione degli interventi.

Ci si potrebbe, dunque, porre un quesito: se l’Amministratore di condominio avesse i requisiti per poter svolgere l’incarico di tecnico, potrebbe farlo? La risposta merita di un doveroso approfondimento.

Innanzitutto è bene specificare che la problematica si porrebbe solo se effettivamente l’amministratore avesse la qualifica idonea a ricoprire tale incarico. Si parla quindi di professionisti come architetti, ingegneri, geometri o periti industriali regolarmente iscritti al proprio albo di appartenenza.

Facendo un passo indietro, il Testo Unico Edilizia (art. 6 comma 4, d.P.R. n. 380/2001) prevedeva un’incompatibilità per via di una dichiarazione allegata alla domanda, nella quale il tecnico doveva dichiarare l’assenza di qualsiasi tipo di rapporto di dipendenza tra l’asseverante, l’impresa e la committenza. Abrogato il suddetto articolo, in tema di presentazione della CILA individua due soggetti differenti: il tecnico, che potrà successivamente anche svolgere l’incarico di direttore dei lavori e l’interessato, ovvero il condominio nella persona dell’Amministratore (art. 6bis, d.P.R. n. 380/2001). Alla luce di quanto appena detto, possiamo quindi affermare che, in tal senso, a livello normativo, non viene espresso alcun divieto.

È necessario, perciò, fare riferimento al regolamento condominiale, ma non solo. È importante che l’Amministratore consideri le responsabilità ed il cumulo degli incarichi ai quali andrebbe incontro. Posto che l’Amministratore ha il dovere di tutelare i diritti del Condominio, verificando che i professionisti abbiano svolto gli interventi in maniera corretta, si deduce di conseguenza che sarebbe bene evitare il cumulo degli incarichi.

Ad ogni modo, non essendo stata espressa alcuna incompatibilità legale tra i due ruoli, l’assunzione degli incarichi è, quindi, rimessa al regolamento condominiale, alla volontà assembleare ed al buon senso dell’amministratore.