Come avviene il fallimento di un condominio?

fallimento di un condominio

Il fallimento di un condominio rappresenta una situazione molto delicata. Ma cosa è tenuto a fare l’amministratore di condominio? In che modo vengono recuperate le spese condominiali?

Quando si parla del fallimento di un condominio, è necessario fare prima una doverosa premessa in modo da inquadrare al meglio la situazione. A tal proposito, infatti, il condominio in sé e per sé non può fallire, in quanto non dotato di personalità giuridica. E quindi cosa s’intende quando si parla di fallimento di un condominio?

Il condominio può essere coinvolto in una procedura di fallimento nel caso in cui uno o più condòmini falliscano e ciò porta, di conseguenza, a una serie di situazioni che si ripercuotono sulla vita condominiale. Affinché il condomino possa fallire, questo deve essere di fatto un soggetto “fallibile”, ad esempio una società proprietaria di una o più unità immobiliari all’interno di un condominio.

In caso di fallimento, il Tribunale procede con la nomina di un curatore fallimentare incaricato a svolgere la corretta procedura per il recupero delle spese precedenti e successive alla dichiarazione del fallimento. Inoltre, l’amministratore di condominio, non dovrà interfacciarsi direttamente con il condomino fallito, bensì dovrà relazionarsi direttamente con il curatore fallimentare nominato dal tribunale.

La dichiarazione di fallimento, solitamente, è preceduta da una situazione di morosità in cui è coinvolto il condomino fallito. Nei trenta giorni prima della data di udienza fissata per l’esame dello stato dinanzi al giudice fallimentare, l’amministratore di condominio, in qualità di rappresentante legale, dovrà sottoscrivere e presentare una domanda di insinuazione al passivo, così come stabilito dall’ex art. 93 Legge Fallimentare, ora art. art. 206 del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, D. lgs. n. 14/2019.

La domanda di insinuazione al passivo, integrata ai vari documenti necessari, serve affinché i creditori di un soggetto fallito possano chiedere l’ammissione del loro credito al passivo del fallimento, in modo che possano ottenere il soddisfacimento del proprio credito.

Un problema che accade spesso è quello inerente alla mancata conoscenza del fallimento da parte del condominio. Ad ogni modo, il condominio potrà comunque presentare l’atto di insinuazione al passivo tardivamente.

La legge prevede, inoltre, che la domanda di insinuazione al passivo venga trasmessa via Pec (posta elettronica certificata) al curatore. L’originale del titolo di credito allegato al ricorso, invece, verrà depositato presso la cancelleria del tribunale.

Per quanto riguarda la domanda di insinuazione al passivo che presenta la somma richiesta, bisognerà differenziare le spese ordinarie da quelle straordinarie e questa differenziazione è importante perché, per quanto concerne le spese straordinarie di manutenzione dell’immobile, il Tribunale considera questi come crediti privilegiati, perciò dovranno essere pagati in via prioritaria rispetto agli altri crediti. Difatti, per quanto concerne le spese ordinarie, solitamente queste hanno una bassa possibilità di essere soddisfatte, poiché considerate crediti deboli.

Quanto detto sino ad ora riguarda i crediti anteriori alla dichiarazione di fallimento.

Per quanto riguarda, invece, i crediti sorti successivamente al fallimento, non essendo noti, non possono essere inseriti nella domanda di insinuazione al passivo. Difatti, l’ammissione di questi crediti e il relativo pagamento viene disposta dal giudice direttamente su istanza del curatore fallimentare, il quale, a sua volta, è informato dall’amministratore di condominio riguardo le spese deliberate dall’assemblea condominiale.

Tra le conseguenze pratiche di una dichiarazione di fallimento del condominio, c’è da considerare il fatto che il curatore nominato rappresenterà il condomino fallito nelle attività inerenti alla vita condominiale, perciò dovrà partecipare alle assemblee, avrà diritto di voto nelle delibere e sarà tenuto al pagamento delle quote condominiali successive al fallimento.

Per approfondire al meglio la tematica trattata, Italia Didacta propone un corso di aggiornamento online, tenuto dall’Avv. Giusy Longo, che definisce il tema del fallimento del condominio e delle spese condominiali in prededuzione. Il corso di aggiornamento permetterà al corsista di conseguire n° 2 crediti validi per la formazione annuale.

Per maggiori informazioni cliccare sul seguente link: https://www.italiadidacta.com/corso/fallimento-e-spese-condominiali-2-crediti/ oppure sul banner qui in basso.

testata-corso-fallimento-condominio