Cavedio condominiale: come si ripartiscono le spese?

cavedio condominiale

In un condominio, tutti i condòmini sono tenuti a sostenere le spese di manutenzione e conservazione del cavedio condominiale? Approfondiamo di seguito la questione.

Il cavedio è il cortile interno di un edificio, denominato talvolta anche “pozzo luce” o “chiostrina”. La definizione precisa di cavedio viene data dal Tribunale di Genova nella sentenza data 20 gennaio 2011 e stabilisce che il cavedio è:

un cortile di piccole dimensioni, circoscritto dai muri perimetrali e dalle fondamenta dell’edificio comune, destinato prevalentemente a dare aria e luce a locali secondari.

 

Questo elemento architettonico ha quindi, come principale scopo, quello di garantire luce e aria ai locali che si affacciano su di esso. Inoltre, il cavedio può essere sia privato, quindi presente all’interno di una singola casa e sia condominiale, quindi costruito all’interno di un edificio composto da più unità immobiliari.

Per quanto concerne il cavedio condominiale, data la funzione svolta a vantaggio delle unità immobiliari di proprietà esclusiva, è utile chiedersi come funziona la ripartizione delle spese di conservazione e manutenzione.

A tal proposito, trattandosi di un bene comune ai sensi dell’articolo 1117 del codice civile, si potrebbe dedurre che le spese debbano essere ripartite tra tutti i condòmini sulla base dei millesimi di proprietà, così come stabilito al primo comma dell’art.1123 del codice civile, ma la sopra citata sentenza del Tribunale di Genova ha chiarito alcuni punti fondamentali.

Entrando nel merito del caso specifico trattato dal Tribunale genovese, il proprietario di un’unità immobiliare che non aveva alcun affaccio sul cavedio, ha contestato il suo inserimento tra i partecipanti alle spese per il rifacimento della pavimentazione di questa parte comune, chiedendo l’illegittimità della delibera.

La sentenza del Tribunale di Genova ha dato ragione al suddetto proprietario e ha stabilito che:

Alla luce di quanto emerso nel corso dell’istruttoria orale, è emerso che il negozio di proprietà attorea non è in alcun modo collegato né collegabile con il cavedio con la conseguenza che le spese di manutenzione della pavimentazione dello stesso non possono essere legittimamente poste a carico di parte attrice che non trae utilità da tale bene, ex art. 1123 uc. c.c.

 

Pertanto, come si evince da questa vicenda, nonostante sia lecito pensare che la ripartizione delle spese di conservazione e manutenzione di un cavedio condominiale debba coinvolgere tutti i condòmini, è sempre necessario valutare se i vantaggi del cavedio coinvolgono direttamente tutte le unità immobiliari presenti in un edificio o solo una parte di essi. In quest’ultimo caso, quindi, le spese dovranno essere ripartite solo tra i proprietari delle unità immobiliari che godono dell’affaccio al cavedio.