Cappotto termico: pro e contro dei materiali più utilizzati

Prima di procedere con l’installazione di un cappotto termico, è importante valutare attentamente le tipologie di materiali disponibili sul mercato. Approfondiamo di seguito i vantaggi e gli svantaggi delle varie tipologie di materiali.

La realizzazione del cosiddetto “cappotto termico”, soprattutto per quanto concerne gli edifici condominiali, è estremamente utile e presenta numerosi vantaggi. In primis, grazie all’installazione del cappotto termico, è possibile combattere l’inquinamento indoor, garantendo quindi una qualità dell’aria ottimale; un altro dei vantaggi è quello di ridurre l’impatto sull’ambiente del settore residenziale; infine, il vantaggio più “tangibile” è indubbiamente il sostanzioso risparmio economico; difatti, applicare un cappotto termico per esterni, consente di ridurre le bollette relative alla climatizzazione di circa il 45%, proprio perché grazie a questo sistema si abbatte la dispersione termica e, quindi, il consumo di energia necessario per riscaldare o refrigerare un ambiente.

In virtù di questi innumerevoli vantaggi e concentrandoci sulla realizzazione del cappotto termico esterno è importante valutare i tipi di materiali disponibili e quelli migliori da utilizzare. I materiali utilizzabili possono essere suddivisi in tre categorie: sintetici, di origine minerale e naturali. Tra i materiali sintetici troviamo il polistirolo espanso (EPS) e il polistirene estruso (XPS), materiali sicuramente economici e facilmente reperibili, ma che purtroppo presentano alcune problematiche, come la scarsa resistenza al fuoco o u ridotto sfasamento termico a causa della loro leggerezza.

Per quanto riguarda i materiali di origine minerale vi sono, ad esempio, la lana di roccia e la lana di vetro. Indubbiamente sono materiali più costosi rispetto a quelli sintetici, ma risultano avere elevate prestazioni meccaniche ed inoltre sono incombustibili.

A differenza dei materiali appena descritti, i materiali isolanti di origine naturale, oltre ad essere ecologici, ecosostenibili e riciclabili, garantiscono un buon isolamento termico ed una durata maggiore nel tempo. Tra gli svantaggi vi è sicuramente il costo, poiché i prezzi di questa tipologia di materiali risultano essere lievemente più alti rispetto ai materiali sintetici o di origine minerale.

Tra i materiali naturali usati per l’isolamento termico troviamo: il sughero, molto durabile nel tempo, altamente impermeabile ed inoltre fono assorbente (difatti viene utilizzato anche nelle sale prove); la fibra di cellulosa, la quale ha una buona resistenza al fuoco ed è altamente traspirante; la fibra di legno, ottenuta dal riciclo di legname certificato e in luoghi in cui è garantita la riforestazione, considerato uno dei materiali con le più alte prestazioni soprattutto nel parametro di sfasamento termico (riesce a trasferire il calore estivo verso l’interno dell’ambiente circa 12 ore dopo); la canapa, sicuramente uno dei materiali più versatili e con altissime proprietà traspiranti, coibenza termica e di fono assorbenza. Tra i materiali naturali citati, quest’ultimo è indubbiamente il meno economico, ma sicuramente offre prestazioni migliori rispetto ad altri materiali.

Ad ogni modo, a prescindere dal materiale che si intende utilizzare, per una corretta realizzazione dell’opera e per ottenere la massima efficienza, è sicuramente fondamentale accertarsi che la posa del cappotto termico venga effettuata da aziende specializzate che sappiano posare i materiali a regola d’arte.