Canna fumaria in condominio: quali sono le norme che regolano l’installazione?

Quando si parla di canna fumaria in condominio, accade spesso che vi siano delle controversie tra condòmini, perciò analizziamo quali sono le norme che ne regolano l’installazione.

La canna fumaria è quel tubo tramite il quale vengono espulsi all’esterno tutti i fumi provenienti dalla combustione e prodotti all’interno di un locale. Può essere realizzata con materiali di vario tipo, ad esempio l’acciaio, materiale refrattario, fibrocemento etc.

Quando viene installata, all’interno di un condominio, a servizio dell’impianto di riscaldamento centralizzato, la canna fumaria rientra tra le parti comuni, diversamente, questa può essere installata a servizio dell’impianto relativo ad una singola unità immobiliare, e, in tal caso, è di proprietà esclusiva del condomino che se ne serve.

L’installazione di una canna fumaria in un condominio può essere causa di litigi e lamentele, poiché può capitare che alcuni condomini lamentino dei disagi causati dai fumi emessi oppure sorgano lamentele legate al pregiudizio del decoro architettonico dell’edificio.

A tal proposito, è importante ricordare che la possibilità e le condizioni per l’installazione della canna fumaria sono regolate dal Codice Civile, dal regolamento di condominio e dai regolamenti edilizi comunali.

In primo luogo, quindi, è necessario verificare se vi è un divieto nel regolamento condominiale e, nel caso in cui vi fosse, il condomino interessato dovrà ottenere una modifica del regolamento di condominio prima dell’installazione. Nel caso in cui, invece, il regolamento condominiale non menzionasse alcun divieto in merito, ogni condomino ha la possibilità di poter procedere con la realizzazione e l’installazione della canna fumaria.

Per quanto riguarda i regolamenti edilizi comunali, questi servono a normare le distanze minime che devono intercorrere tra la canna fumaria e le costruzioni circostanti. In mancanza di questa specifica, sarà necessario rifarsi all’art. 890 del codice civile, rubricato “Distanze per fabbriche e depositi nocivi pericolosi”, il quale stabilisce che:

Chi presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, vuole fabbricare forni, camini, magazzini di sale, stalle e simili, o vuol collocare materie umide o esplodenti o in altro modo nocive, ovvero impiantare macchinari, per i quali può sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza.

Pertanto, se il Comune non ha determinato delle distanze specifiche all’interno dei regolamenti edilizi comunali, sarà il Tribunale a decidere la distanza minima caso per caso, valutando la concreta pericolosità della canna fumaria o del camino. Inoltre, un altro fattore da tenere in considerazione è quello che si evince dall’art. 844 del codice civile, rubricato “Immissioni”, attraverso il quale viene stabilito che:

Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell’applicare questa norma l’autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso.

In ogni caso, il condomino interessato all’installazione della canna fumaria, in assenza di particolari vincoli, potrà procedere con l’installazione senza preventiva autorizzazione da parte dell’assemblea, poiché, come stabilito dall’art. 1102 c.c., ogni proprietario può utilizzare le cose comuni (in questo caso la parete esterna dell’edificio sulla quale poggia la canna fumaria), a patto che non ne modifichi la destinazione e non impedisca agli altri condòmini di farne lo stesso uso. Naturalmente, l’installazione della canna fumaria non dovrà neppure ledere il decoro architettonico dello stabile.

Per quanto riguarda le spese, se la canna fumaria è condominiale, ogni condomino dovrà contribuire ai costi di installazione e di manutenzione che dovranno essere ripartiti in base ai millesimi di proprietà, a meno che tra i condòmini non sia stato stabilito un criterio diverso di ripartizione delle spese. Qualora la canna fumaria fosse, invece, di proprietà esclusiva, le spese di installazione e manutenzione dovranno essere sostenute dal condomino che ha realizzato l’opera.