Assemblee di condominio in videoconferenza

L’emergenza Covid ha portato a molti cambiamenti in tutti i settori lavorativi, compreso quello condominiale, introducendo e normando la possibilità di effettuare le assemblee condominiali in videoconferenza.

A distanza di più di un anno dall’inizio dell’emergenza Covid nel nostro Paese, sappiamo come molti aspetti personali e professionali siano totalmente cambiati. Per i professionisti che operano in ambito condominiale, una delle novità più eclatanti è stata l’introduzione di una norma che ha permesso di regolarizzare le assemblee di condominio telematiche, le quali, erano rimaste totalmente bloccate a causa delle varie limitazioni causate dalla pandemia.

La norma di riferimento per la regolamentazione delle assemblee telematiche è intervenuta modificando l’articolo 66 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile, con la seguente integrazione:

Anche ove non espressamente previsto dal regolamento condominiale, previo consenso della maggioranza dei condomini, la partecipazione all’assemblea può avvenire in modalità di videoconferenza. In tal caso, il verbale, redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente, è trasmesso all’amministratore e a tutti i condomini con le medesime formalità previste per la convocazione.

Come si evince, innanzitutto, la norma prevede che l’assemblea in videoconferenza può essere svolta anche se non prevista espressamente dal regolamento condominiale, anche se ciò non impedisce che il regolamento condominiale non possa essere modificato per contemplare anche questo tipo di possibilità.

Inoltre, l’assemblea in videoconferenza si potrà svolgere solo con il consenso della maggioranza dei condòmini. Sul punto relativo alla “maggioranza”, la norma non specifica se si tratti di una maggioranza numerica, in base al numero totale dei condòmini, oppure se la maggioranza vada calcolata in base ai millesimi di proprietà.

Interpretando la norma, comunque, per maggioranza dei condòmini si intende la maggioranza numerica, quindi senza considerare le quote millesimali. Per quanto concerne la modalità in cui il condomino decide di dare il proprio consenso a questo tipo di modalità di assemblea, non vi sono specifiche precise, ma è sempre consigliabile che l’amministratore chieda ai condòmini di comunicare il proprio consenso in forma scritta, tramite PEC o raccomandata, in modo da evitare eventuali problemi futuri.

Per ciò che concerne la convocazione dell’assemblea telematica, è necessario che nell’avviso di convocazione, che, come sappiamo, va comunicato almeno cinque giorni prima della data stabilita via raccomandata, pec, fax o consegna a mano, venga espressamente indicata la modalità di svolgimento telematica. Difatti, è opportuno che l’amministratore comunichi l’indirizzo internet della piattaforma sulla quale si terrà l’assemblea e le istruzioni necessarie per il collegamento. Chiaramente, nel caso in cui la convocazione non avvenga secondo le modalità previste, le delibere potrebbero essere annullate su istanza dei condòmini.

Per lo svolgimento di un’assemblea condominiale in videoconferenza, come abbiamo appena visto, non vi sono particolari ostacoli da un punto di vista tecnico, ma ciò non toglie che, essendo una normativa piuttosto nuova, gli ostacoli possano sorgere a causa della scarsa digitalizzazione dei condòmini o dei professionisti o, ad esempio, a causa della mancanza dei mezzi previsti per svolgere l’assemblea in questa modalità. Indubbiamente, solo con il passare del tempo e con la sperimentazione pratica, alcuni di questi ostacoli verranno superati.

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