Assemblea di condominio deserta: cosa può fare l’amministratore?

Nonostante sia sempre utile, nonché necessario, prendere parte alla vita condominiale, vi sono casi in cui i condòmini ripetutamente non partecipano alle assemblee di condominio. Cosa può fare l’amministratore in questi casi?

L’assemblea di condominio, come ben sappiamo, è quel mezzo attraverso cui tutti i condòmini possono esprimere la propria opinione e la propria volontà allo scopo di dare un indirizzo condiviso alla gestione delle cose comuni.

Attraverso l’assemblea, difatti, è possibile deliberare sulle questioni più importanti che riguardano il condominio, dalle questioni riguardanti la manutenzione straordinaria, alla nomina o revoca di un amministratore o ad ulteriori problemi che ogni singolo condomino può proporre come oggetto della discussione. Proprio per i motivi appena esposti è molto importanti, quindi, che non vada deserta e che vengano raggiunti, di volta in volta, i quorum costitutivi e deliberativi.

Purtroppo, però, succede molto spesso che alcuni condòmini siano disinteressati alla vita condominiale e, pertanto, scelgano di non partecipare all’assemblea, il che, naturalmente, crea dei problemi sul raggiungimento dei quorum costitutivi e deliberativi.

Sappiamo che l’amministratore di condominio, tra le varie responsabilità, ha anche quella di convocare l’assemblea di condominio. Per quanto riguarda la convocazione è importante ricordare che l’amministratore deve indicare la data, l’orario e il luogo dell’assemblea, sia per la prima che per la seconda convocazione e deve indicare gli argomenti oggetto della riunione. La convocazione, inoltre, deve essere comunicata almeno cinque giorni prima della data fissata per l’assemblea in prima convocazione e può essere inviata via fax, a mezzo di posta raccomandata, tramite consegna a mano oppure via posta elettronica certificata (Pec).

Se in prima convocazione non vengono raggiunti i quorum richiesti, a causa dell’assenza di molti condòmini, si procede con l’assemblea in seconda convocazione, preventivamente stabilita, la quale dovrà tenersi almeno il giorno dopo della data fissata per la prima convocazione.

Ricordiamo che in prima convocazione deve essere presente la maggioranza dei condòmini, che devono rappresentare i due terzi del valore dell’edificio, mentre, in seconda convocazione deve essere presente almeno un terzo del condominio, in rappresentanza di almeno un terzo del valore dell’edificio.

Nel caso in cui non fosse possibile costituire l’assemblea neppure in seconda convocazione, l’amministratore di condominio dovrà programmare nuovamente l’assemblea, definendo le date della prima e della seconda convocazione.

Qualora, però, anche le successive convocazioni andassero deserte, l’amministratore di condominio, in virtù del suo mandato, così come anche i singoli condòmini, potranno tutelarsi presentando un ricorso all’autorità giudiziaria. Pertanto, oltre all’amministratore, anche ogni singolo condomino potrà rivolgersi al Tribunale, in modo che l’autorità giudiziaria possa intervenire per risolvere le questioni previste dalla legge, ad esempio la nomina di un nuovo amministratore o la delibera per gli interventi di manutenzione straordinaria.

Per porre la questione all’autorità giudiziaria è, però, importante che venga dimostrato che più volte l’assemblea è andata deserta, attraverso le copie del registro dei verbali dell’assemblea che devono riportare le mancate costituzioni, pertanto, è sempre consigliabile fare diversi tentativi di convocazione prima di rivolgersi al Tribunale.