Animali domestici in condominio: quali sono le regole da seguire?

animali domestici in condominio

Può essere vietata la detenzione degli animali domestici in condominio? Quali sono gli obblighi previsti per i proprietari? Approfondiamo di seguito l’argomento.

La Riforma del Condominio avvenuta con la legge n. 202/2012 ha regolamentato la presenza di animali domestici all’interno dei condomini, difatti l’articolo 1138 del codice civile “Regolamento di condominio” nel quale viene specificato che: “Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.”

Questa disposizione normativa è stata creata chiaramente per tutelare il legame affettivo che generalmente si instaura tra uomo e animale. Esiste solo un caso in cui potrebbe essere inserito nel regolamento condominiale la detenzione di animali in casa, ma si tratta di un regolamento condominiale che dovrebbe essere approvato all’unanimità sia in assemblea che al momento della stipula degli atti di acquisto dei singoli appartamenti, casistica comunque molto rara.

In generale, un regolamento condominiale non può stabilire limiti o divieti per ciò che concerne la proprietà esclusiva dei condòmini, difatti, l’unico caso in cui ad un condomino può essere vietata la detenzione di un animale domestico riguarda i contratti di locazione, all’interno dei quali è possibile includere la clausola riportante questo divieto.

È importante sottolineare, inoltre, che qualunque delibera condominiale che contenga disposizioni che vanno a discapito dell’animale, si pensi ad esempio al divieto di utilizzo dell’ascensore o delle scale o al divieto di poter portare a passeggio l’animale all’interno del giardino condominiale, può essere annullata presentando ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla data della deliberazione. Il ricorso può essere redatto attraverso una lettera dell’interessato contenente la descrizione della problematica, allegando la documentazione relativa all’animale e la copia della delibera impugnata.

Ad ogni modo, benché non si possa limitare la libertà di possedere degli animali domestici è chiaro che vi sia la necessità di osservare alcune regole e limiti, previsti comunque nel regolamento, per rispettare gli altri condòmini e i visitatori dello stabile. In sostanza, i proprietari degli animali domestici devono evitare che questi possano disturbare la quiete degli altri abitanti o recare danno alle cose comuni. Ciò non significa che il regolamento possa vietare agli animali l’accesso alle parti comuni dell’edificio, ma i proprietari devono accertarsi che questi non rechino danni e che non compromettano l’igiene di tali luoghi.

Inoltre, per garantire la sicurezza e tutelare la salute di tutti i condòmini, il proprietario deve quindi adempiere a degli obblighi, come per esempio vaccinare i propri animali domestici e curarne adeguatamente l’igiene. Nel caso in cui venga contestata la mancanza di igiene o di decoro delle parti comuni, i condòmini dovranno dimostrare e provare che la causa di tale deterioramento è da imputare all’animale domestico.

In conclusione, vale la pena ricordare che nessuno, sebbene si possa sentire disturbato dalla presenza di un animale, è autorizzato a compiere atti che possano minacciare o danneggiare l’animale, pena la reclusione.