Amianto in Condominio: quali sono gli obblighi dell’Amministratore?

amianto in condominio

Nel caso in cui venisse riscontrata, all’interno di un edificio condominiale, la presenza di amianto, cosa deve fare l’amministratore?

Il problema relativo alla presenza di amianto negli edifici è, purtroppo, un problema ancora molto sentito, nonostante la produzione e la commercializzazione di manufatti contenenti amianto sia stata vietata già dal 1994.

Ancora molti edifici e costruzioni, soprattutto quelli costruiti prima degli anni ’90, contengono amianto il che, chiaramente, li rende particolarmente pericolosi e nocivi per la salute dell’uomo.

A tal proposito, in base alla friabilità, i materiali che contengono amianto si possono distinguere in:

  • Friabili: ovvero tutti quei materiali che possono essere facilmente ridotti in polvere (anche con una semplice azione manuale)
  • Compatti: ovvero quei materiali particolarmente duri (ad esempio il cemento) i quali, per essere ridotti in polvere, necessitano di strumenti meccanici

La pericolosità conclamata dell’amianto negli immobili genera specifici obblighi sia per il proprietario dell’immobile in questione, e sia per chi lo amministra, quindi per l’amministratore di condominio.

Le norme contenute nel D.M. 06/09/1994 si applicano alle strutture edilizie ad uso civile, commerciale o industriale aperte al pubblico o comunque di utilizzo collettivo ed il mancato adempimento degli obblighi relativi ai proprietari degli edifici e ai gestori è duramente sanzionato. La sanzione amministrativa potrebbe oscillare da oltre 3.600 euro a quasi 19.000 euro.

Quali sono gli obblighi dell’amministratore di condominio in presenza di amianto in uno stabile?

Innanzitutto si deve occupare del censimento e della mappatura, all’interno dello stabile, per l’individuazione dei Materiali Contenenti Amianto (MCA). A tal proposito l’amministratore dovrà avvalersi di un tecnico abilitato che si occuperà delle verifiche necessarie e della compilazione di un’apposita scheda, ovvero un documento di valutazione dei rischi, sia per quanto concerne i dipendenti che per i condòmini.

Trattandosi di un obbligo legislativo, nel caso in cui l’intervento abbia carattere di urgenza, l’amministratore potrà disporre lo smaltimento anche in assenza di una delibera assembleare, nel caso in cui, invece, l’intervento non risulti essere urgente, l’amministratore dovrà informare i condòmini spiegando le conseguenti e possibili sanzioni in caso di inerzia.

I condòmini che vogliono sapere se nell’edificio da loro abitato vi siano rischi legati alla presenza di amianto, potranno chiedere all’amministratore la copia del Piano di Controllo e Manutenzione di cui lui dovrà essere in possesso.

L’amministratore è anche tenuto ad accertarsi del rispetto degli obblighi di legge da applicare nei cantieri di bonifica amianto. In riferimento a quanto appena detto, l’art.256 del D.Lgs 81/2008 stabilisce che:

I lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto possono essere effettuati solo da imprese rispondenti ai requisiti di cui all’articolo 30, comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.22.

 

I costi relativi alle operazioni di smaltimento dell’amianto nelle parti comuni dell’edificio, devono far riferimento all’art.123 del codice civile, secondo il quale la ripartizione delle spese di bonifica, rimozione e smaltimento verranno ripartite secondo i millesimi di proprietà.

Il suddetto argomento viene trattato in modo approfondito in un corso di aggiornamento online proposto da Italia Didacta dal titolo: “La gestione del rischio amianto per gli amministratori di condominio” e tenuto dall’Ing. Cacucciolo Giuseppe.

Al termine del corso, previo superamento dell’esame finale, verranno conferiti al corsista n°6 crediti formativi ed il relativo Attestato nominativo di superamento del corso. Per maggiori informazioni clicca sul banner qui in basso!

testata-corso-amianto